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La Rocca dei Conti Guidi detta "Roccaccia"

La Rocca

A Modigliana ci sono vari Palazzi e Chiese incastonati nel centro storico. Ci sono piccole case che si affacciano su stradine molto strette e palazzi di famiglie nobili con piazze e scorci incantevoli. Svetta la Rocca, appartenuta ai Conti Guidi.

Intorno al XII secolo insieme al mastio fu costruito il complesso delle mura e delle torri in ciotoli di fiume. Una prima cinta girava intorno alla Rocca seguendo i due versanti del monte. Questa era divisa in due corti interne separate da un muro nel quale si apriva una porta; esse contenevano le cisterne per l'acqua, le case dei soldati e la capella (dedicata a S.Barbara). Da questa prima cinta muraria ne partiva una seconda che circondava l'attuale piazza Pretorio (il cosiddetto "Borgo Vecchio"), ed alla quale fungeva da fossato il torrente Ibòla che (prima di essere deviato dai Modiglianesi a causa delle continue e rovinose piene) scorreva dove oggi sorge piazza Oberdan.

Nel 1400 i Fiorentini (per mantenere quanto pattuito con la Comunità che si era data a loro in accomandigia) iniziarono la costruzione dell'ultima cerchia, adottando un tipo di muratura chiamata "a sacco". Queste ultime erano più basse e di maggior spessore di quelle precedenti, per essere più funzionali ed adeguate ai colpi di artiglieria, e chiudevano il cosiddetto "Borgo Nuovo" arrivando fino al torrente Tramazzo, che fungeva da fossato naturale.

Quale grande stagione abbia vissuto la Rocca di Modigliana durante il Medioevo è facilmente deducibile dalle vicende illustri in cui furono coinvolti i Conti Guidi.

Certamente la vita della massa dei servi era più misera ed oscura, costretti com'erano a lavorare ogni "greppio" ed a seguire i Conti nelle numerose campagne militari condotte sotto la loro bandiera o sotto quella degli imperatori germanici del Sacro Romano Impero. Tuttavia non è privo di fascino e suggestione immaginare come poteva essere la Rocca, quando intorno a lei si svolgevano le caccie, le cavalcate, i tornei, i duelli dei cavalieri, le feste ed i mercati dei poveri.

L'abbandono della rocca e dell'intero sistema di difesa iniziò quando Firenze, alla fine del 1500, iniziò la costruzione di nuove piazzaforti militari (come quella di Terra del Sole) ancora più capaci di resistere alle nuove armi. L'abbandono, il saccheggio di materiali, i terremoti del (1661, 1725, 1918) hanno gravemente danneggiato, nei secoli, il mastio, mentre lo scorrimento delle acque, l'azione erosiva dei torrenti e le frane hanno ingoiato gran parte della prima cinta muraria e danneggiato la piattaforma sulla quale poggia la Torre.

Se oggi si guarda la rocca dal lato est, si scorge la sagoma abbastanza ben conservata, formata da un cubo sul quale è inserito un cilindro, mentre dal lato ovest appare come un interessante e suggestivo spaccato che mostra l'interno del torrione: esso è costituito da quattro vani a cupola, il più basso dei quali sotterraneo.

Delle mura più antiche restano ancora alcune parti: "le portacce" e la "porta del Borgo".

Tuttavia il degrado del castello e del complesso delle fortificazioni non è stato immediato, visto che nel 1773 il Campadelli scriveva:"considerando l'ampia grossezza dei muri che la sublimano in alto, i forti smalti che la riempiono, il robusto massimo quadrato che serve di fondamento e di base al maschio, i profondi sotterranei che le serpeggiano d'intorno, l'estensione delle mura che discendono da quella, circondando il castello in lunghezza di un miglio, i baluardi, i torrioni che di quando in quando quasi con tanti nodi ed altre nuove robuste rocche la stringono all'intorno e la fiancheggiano, le vie segrete, le ritirate, i ponti levatoi, le scale, i passaggi, i pozzi, i trabocchetti, le mirule interne ed esterne e quante altre in essa si vedono fortificazioni...si ravvisa per un masso all'eternità edificato."